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Gestione Rifugio Giussani

La Sezione del Club Alpino Italiano di Cortina d'Ampezzo intende affidare, a partire dal 1º maggio 2011, la gestione del rifugio Giussani sito in forcella Fontananegra nel gruppo delle Tofane. I dettagli e le modalità di presentazione delle domande sono riportati nel bando allegato, le domande dovranno comunque pervenire al Consiglio Direttivo della Sezione entro e non oltre il 30 luglio 2010. I candidati dovranno allegare alla richiesta un curriculum nel quale evidenziare il possesso di eventuali titoli preferenziali.

"Porte aperte"

La locale sezione del CAI, nella sua ultima riunione di consiglio, ha deciso di "aprire le porte" a chiunque desideri visitare la sede del sodalizio (in via Marconi, 19 - di fronte all'Autostazione). I Soci potranno consultare la ricca raccolta di cartine ed i numerosi libri di montagna facenti parte della piccola, ma speciale biblioteca CAI, attingere informazioni su percorsi ed itinerari per escursioni o, semplicemente, incontrare amici.

Gli spazi saranno aperti ogni venerdì pomeriggio dalle ore 18,30 alle 19,30. Ad ogni apertura sarà possibile ammirare filmati o semplici diapositive relative ad escursioni sia locali che "oltre Cortina".

Iniziativa "Adottiamo un sentiero"

Sempre più escursionisti, locali e non, concordano sul fatto che le centinaia di chilometri di sentieri tracciati attraverso le montagne d'Ampezzo sono tabellate, segnate e mantenute in efficienza con una tenacia ed un'attenzione ammirevoli, non sempre riscontrabili in altre zone dell'arco alpino. Questa constatazione è causa d'orgoglio per la Sezione di Cortina, che fin dalla fondazione annovera fra i propri scopi istituzionali la cura dei sentieri di montagna (le vie ferrate rimangono escluse, perché la loro manutenzione ricadfoto C. Bortote fra i compiti delle guide alpine).

Non bisogna dimenticare peraltro che, per mantenere i sentieri di montagna, occorrono tempo, denaro, impegno e disponibilità di volontari, e - considerata la delicatezza e la fragilità dell'ambiente montano - il controllo costante della vasta rete di percorsi di competenza del CAI, non è una cosa facile. Per questo, dal 2001, la Sezione ha promosso l'iniziativa "Adottiamo un sentiero". In altre parole, ci si è posti l'obiettivo di trovare, per ciascun sentiero della conca ampezzana, uno o più volontari disponibili a percorrerlo una o due volte l'anno, preferibilmente all'inizio e al termine della stagione estiva.

I volontari controllano lo stato del terreno, delle tabelle, dei segnavia e di tutte le infrastrutture che li caratterizzano, compiono eventuali piccoli interventi di manutenzione e segnalano alla Sezione interventi di maggiore rilievo che richiedano uomini e mezzi, in modo da poterli eseguire in seguito con l'aiuto dei volontari.

L'iniziativa, partita nel maggio 2001, ha raccolto da subito il consenso di numerosi soci e familiari, ai quali a tutt'oggi la Sezione ha affidato 63 sentieri o segmenti di sentieri, numerati dal CAI e anche non numerati ma noti ad escursionisti e alpinisti, cercando di contemperare le esigenze, le capacità e la disponibilità di ogni volontario.

Far parte della lista degli "adottanti" è semplice: basta prendere contatto con i consiglieri della Sezione o scrivere a segreteria@caicortina.org.

Vorremmo ora verificare ed aggiornare la lista dei sentieri e dei volontari. Per riconfermare o proporre la propria disponibilità, vi preghiamo di compilare e rispedirci il modulo qui scaricabile.



Notizie riguardanti i sentieri

Aggiornamento: giugno 2010

IMPORTANTE:

Gli “adottanti” (vedasi iniziativa "adottiamo un sentiero") hanno iniziato ad operare e ci sono giunte molte segnalazioni a seguito delle quali abbiamo ripristinato passerelle divelte su torrenti, sistemato tratti franati e asportato schianti di piante dai sentieri, ma rimane molto da fare.

Raccomandiamo ai gitanti di porre sempre particolare attenzione sulle passerelle dei torrenti (precipitazioni improvvise possono danneggiarle), sui tratti ripidi dei canali e sulle sponde ghiaiose. Suggeriamo anche la rinuncia al proseguimento quando si riscontino difficoltà eccessive per le proprie capacità.

Il CAI Sezione di Cortina gradisce sempre le segnalazioni di situazioni precarie dei sentieri e della segnaletica.

(tel. 348 8832895 - e-mail: segreteria@caicortina.org - cassetta delle lettere presso sede in Via Marconi - 32043 Cortina o anche all'Ufficio Guide Alpine - corrispondenza: CAI Cortina Casella Postale 239 - 32043 Cortina)

INDICAZIONI UTILI:

Desideriamo fornire indicazioni su sentieri del territorio riportati recentemente ad una migliore percorribilità, su raccordi rinnovati per poter meglio usufruire di importanti collegamenti, su una più completa numerazione degli stessi e su tratti cancellati.

Gli appassionati potranno correggere le carte topografiche o le guide in loro possesso possesso o, preferibilmente, procurarsi le più recenti carte topografiche.

ZONA CRISTALLO

sent. n. 209: tratto Passo Tre Croci verso Valbona
(segnalato e sistemato il tratto ad est del Passo Tre Croci che dall'innesto del 215 percorre un pascolo e scende, attraversato il fosso anticarro, collegandosi alla strada forestale che porta a Valbona)

sent. n. 209:
(il ponte frà Alverà e Lago Scin è inagibile ed abbiamo segnato provvisoriamente la deviazione che passa per il villaggio di Staulin; attendiamo l’intervento del Comune per il ripristino)

sent. n. 222: tratto a sud della Forcella de Popena (ruderi ex Rif. Popena)
(facilitata la salita deviando il sentiero sulle rocce con posa di passerelle in legno)

sent. n. 224: Ruvietta - Cason dei Cazadore in Pousa Marza - innesto sent. n. 222
(numerazione piuttosto recente)

sent. n. 221: Passo Tre Croci - Col da Varda - direzione Passo del Cristallo
(il sent. si stacca dal sent. 203 a circa 250 metri dal Passo Tre Croci - eliminata da qualche anno la scorciatoia che saliva direttamente dal Passo Tre Croci - segnaletica fino a Col da Varda)

sent. n. 218: dall'Albergo Fiames - Casello di Fiames della ex Ferrovia - attraversa sotto il Campanile Dimai ed il Pomagagnon - si innesta col sent. n. 211
(la numerazione inizia ora dall'Albergo Fiames sullo stesso sentiero per la Ferrata Strobel fino alla strada ex Ferrovia e prosegue verso Cortina fino al Casello di Fiames ove risale)Forcella Verde

Forcella Verde: Non devono assolutamente essere considerati percorribili i sentieri che permettevano in passato di scendere a ovest della Forcella Verde verso Ospitale e ancora segnati nelle vecchie carte topografiche. Le vecchie tracce molto evidenti al centro del ghiaione portano a perdersi molto in basso in un canale franato. Anche la traccia più recente che scendendo si prendeva a destra del ghiaione, presso il primo evidente cirmolo (vedi foto a destra) che faceva da punto di riferimento, è stata abbandonata. Si raccomanda di scendere invece per Val Prà del Vecia verso Cimabanche recentemente rinnovato e più sicuro

ZONA CRODA ROSSA

sent. SN: dal sent. n. 28 a Forcella Cocodain una scorciatoia scende in direzione sud/ovest collegandosi al sent. n. 26 a monte del Lago Grande de Foses.

ZONA LAGAZUOI GRANDE

sent. 20b: cancellata la bretella che a breve distanza dell'ex Biv. Della Chiesa (versante ovest) si staccava dal sent. che porta verso forc. Lagazuoi e scendeva più direttamente verso il Lago di Lagazuoi;
(il susseguirsi di frane lo ha reso impercorribile e si è deciso di abbandonarlo vista l'esistenza di comoda alternativa innestandosi sul sent. n. 20)

ZONA FALZAREGO

sent. n. 424: dal Rif. Valparola - Forte intrà i Sasc - Passo Falzarego - Rif. da Strobel - Pian dei Menis - Bai de Dones - Cianzopè - Peziè de Parù - Ciou del Conte
(è stato ripristinato e numerato questo tragitto che permette di scendere a Cortina percorrendo unicamente sentieri partendo dal rif. Valparola. Osservare che giunti a Cianzopè si percorre brevemente la strada asfaltata che porta al rif. Cinque Torri per poi scendere verso Peziè de Parù. Fa parte del Sentiero del Sinodo)

ZONA FALZAREGO - CASTEL DE ANDRAZ

sent. SN: dal sent. n. 424 a circa 150 metri a nord ovest del Passo Falzarego scende ai Piani di Falzarego e raggiunge il Castello di Andraz per un percorso riscoperto e ripristinato lo scorso anno e quest'anno segnalato anche con tabelle e segnavia.
(fa parte del Sentiero del Sinodo "Cammino delle Dolomiti")

ZONA CINQUE TORRI

sent. n. 425: dal sent. n. 424 a circa 300 metri a est del Lago de Bai de Dones sale per il Valon Scuro - strada asfaltata per Cinque Torri - trincee - Rif. Scoiattoli

sent. SN: dal Rif. Cinque Torri una comoda scorciatoia ben segnalata sale sotto la Torre Grande e porta al Rif. Scoiattoli. Alla base della spaccatura a sud/ovest della Torre Grande, presso rudere di guerra, si stacca a sin. il nuovo tratto iniziale del sent. n. 443 che porta al Passo Giau che inizialmente sfrutta una vecchia strada militare e attraverso i prati, sul sentiero precedente, raggiunge la loc. i Ronde.
(può essere un'occasione per una breve passeggiata ad anello dal Rif. 5 Torri - Rif. Scoiattoli - loc. i Ronde - Rif. 5 Torri)
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ZONA FALZAREGO - COL DEI BOS

sent. n. 423: dal Passo Falzarego passa per gli Ospedalete (sotto la Torre Falzarego) e si innesta al sent. n. 402 che sale dal Cason de Rozes
(è una numerazione non riportata da molte carte topografiche)

sent. n. 402: un breve raccordo di circa 250 metri è stato segnato fra il Piazzale de Rozes ed il sottostante Ponte di Rozes ove passa il sent. n. 424; sono state applicate le relative tabelle
(tratto utile per scendere a Cianzopè e Cortina, oppure per risalire verso Bai de Dones o alle Cinque Torri (sent. 425) o raggiungere la partenza della Seggiova)


ZONA GIAU NUVOLAU

sent. n. 438: nominato "ferrata del Nuvolau". Sale staccandosi dal sent. n. 443 che parte dal Passo Giau e porta alle Cinque Torri. La partenza del sent. n. 438 è stata spostata di circa 300 metri, in direzione Cinque Torri, in località Forame (presso l'enorme caratteristico sasso quadrato) ed è debitamente segnalato con tabelle e segnavia.
(La necessità di avere carte e informazioni recenti è dimostrata dal fatto che vi sono escursionisti che si avventurano ancora sul canalone della Gusela del Nuvolau, ove esisteva un sentiero cancellato oltre 25 anni fa, sostituito da quello in oggetto)

ZONA TOFANA

sent. n. 405: è stato migliorato e numerato il tratto che da Piè Tofana attraversa la Pista Olimpica e si congiunge alla strada per il Rif. Dibona a monte della loc. Fedarola (è ora un anello che congiunge il Rif. Duca d’Aosta a Piè Tofana


LOCALITA' POCOL

La strada che scende da Pocol a Lacedel (sent. 403 Po’ Crepa) è purtroppo interrotta per il cantiere dell’Albergo Tofana. Anche la traccia e la tabella per una deviazione provvisoria che avevamo posto lo scorso anno è stata tolta. Auspichiamo che chi di dovere trovi una soluzione al grave disagio che si è creato agli escursionisti e all’immagine di Cortina. Ci stiamo comunque interessando…


LOCALITA' VARIE

Ci rendiamo conto della necessità di installare tabelle in molti punti importanti e anche di carenze nella segnaletica ma tale incombenza è supportata quasi totalmente da volontari che fanno il massimo possibile. Il CAI di Cortina chiede quindi un po' di comprensione...


Luciano Bernardi, 1.06.2010


Consiglio agli escursionisti:
"a Cortina scegli l'autobus" consultando gli ORARI a cura della Servizi Ampezzo. Usando l'autobus le escursioni diventano più varie e comode e danno la possibilità di rientrare per itinerari diversi da quelli dell'andata.


Manutenzione sentieri

Ancora un successo per la giornata manutenzione sentieri a cura della Sezione di Cortina del Cai, che si è svolta in un bellissimo e caldo sabato, il 5 di giugno. Buona la partecipazione con 16 iscritti - tra cui il veterano Alfonso Pocchiesa (classe 1933) e la nostra presidente, Paola Valle - divisi in due gruppi.

Il sentiero su cui si è lavorato è stato il 206 che unisce Mandres alla zona di Larieto sviluppandosi sotto il Faloria. Un gruppo quindi si è mosso da Mandres e un altro da Larieto per convergere a monte del lago Costalares a un'altitudine di 1.600 metri.

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Entrambi i gruppi erano attrezzati con badili, asce, rastrelli, picconi, seghe e motoseghe, pertanto perfettamente autonomi. Si è proceduto a un'attenta pulizia del tracciato eliminando rami sporgenti e baranci che avevano invaso i passaggi. Realizzati anche scoli per favorire lo smaltimento dell'acqua.

Particolare attenzione è stata posta nell'accatastamento di tronchi e ramaglie in modo da creare un paesaggio il più possibile pulito e armonico evitando di creare cumuli di materiali troppo a ridosso del sentiero o visibili.

In ciò applicando un principio di "disciplina" anche nella manutenzione così da valorizzare l'insieme del percorso. In particolare, il gruppo che si è mosso da Larieto ha proceduto al consolidamento dell'accesso al sentiero immediatamente dopo l'attraversamento della Bigontina, in un'area particolarmente franosa.

Sono state anche rimosse grosse radici affioranti pericolose per gli escursionisti. E' stato pure predisposto un passaggio agevolato per il superamento di un avvallamento spesso allagato.

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La scelta del 206, spiega Andrea Menardi, referente per i sentieri della sezione ampezzana, è stata fatta poichè il tracciato presentava sicuramente problemi, soprattutto di pulizia. Merenda sotto il Faloria e rientro a Cortina dai due versanti con lavoro di finitura.

La sera tradizionale cena per i partecipanti alla giornata e simpatizzanti con le pizze olimpioniche di Alessandra Degasper Meneguta.

Agostino Buda

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clicca per ingrandire cena socialeclicca per ingrandire

Anche quest'anno la nostra sezione ha rinnovato il tradizionale appuntamento della cena sociale. Questa volta è stata organizzata nel salone dell'Hotel Argentina a Pocol.

Non eravamo moltissimi, ma l'atmosfera era come sempre di amicizia e partecipazione. È stata anche la prima uscita ufficiale per Paola Valle nella sua nuova veste di presidente della sezione, eletta nell'assemblea del 10 marzo scorso. La neopresidente ha tenuto un breve discorso e ha consegnato un riconoscimento al past president Federico Majoni, applaudito per il suo impegno da tutti i soci e amici che hanno partecipato alla serata.

Paola Valle ha ricordato brevemente alcuni punti del suo programma annunciando anche nuove iniziative (tra cui escursioni al di fuori dell'Europa e lclicca per ingrandire'organizzazione di eventi culturali legati alla montagna) per il 2011.

La serata, accompagnata dalla musica, è terminata con le danze ma prima è stato rinnovato l'invito clicca per ingrandirea devolvere anche quest'anno il 5 per mille a favore della sezione Cai di Cortina d'Ampezzo. Nei giorni scorsi anche Radio Cortina ha voluto dedicare un servizio con intervista alla sezione e alla sua attività.

Agostino Buda



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Allwartstein

Qualche estate fa, curiosando fra i monti di Braies, dove al tempo vagabondavamo in vista della stesura di un articolo per una rivista, ci fu dato di scoprire una cima minore ma molto piacevole, che abbiamo salito due volte in quaranta giorni, ripetendola poi una terza volta e riproponendola per la prima escursione del CAI Cortina del 2009: il Sasso del Pozzo (Allwartstein, 1954 m), nel gruppo del Picco di Vallandro.

Costituito da una dorsale boscosa non proprio maestosa, il Sasso incombe però con selvaggi dirupi sui Prati Camerali, fra i diroccati Bagni di Braies Vecchia e Ponticello. Pur non raggiungendo i duemila metri d'altezza, la cima, costituita da un morbido prato, offre una visuale di prim'ordine, sulla Val di Braies e sui due monti dirimpettai, il Serla (Sarlkopf) e il Lungo (Lungkopf), e poi sui Monti di Casies eMalga del Pozzo sulle più lontane Alpi Aurine.

La traversata da sud a nord si svolge perlopiù nel bosco, comporta un dislivello e una lunghezza non eccessivi ed è fattibile anche in stagione Serla da Sasso del Pozzoavanzata. Dai Prati Camerali occorre dapprima seguire ripida una strada forestale e poi un ombroso vallone che porta al Passo del Capro, sella alberata fra Sasso del Pozzo e Serla, donde in cinque minuti si raggiunge la solitaria Malga Pozzo, aperta e incustodita.

Dal valico, seguendo i segnavia lungo un recinto di pascolo e per un ripido bosco, dopo meno di due ore dalla partenza si tocca l'erbosa e piatta cima del Sasso, caratterizzata da numerosi alberi schiantati dai fulmini.

Dopo essersi crogiolati per qualche tempo quasi sempre in solitudine, si prosegue per la cresta nord, che scende ripida nel bosco, traversa un ampio prato e si abbassa a sinistra per un erto pendio boscoso, tagliando una forestale ai piedi delle rocce e tornando ai Bagni di Braies Vecchia.

Le varie salite di questi anni ci hanno permesso di conoscere una cima minore, di accesso facile e comodo, istruttiva e utile anche per chi non ha tanto tempo da spendere.


Ernesto Majoni

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il Signore delle Montagne

Un'ottantina di persone ha affollato la sala del Tennis Apollonio nel pomeriggio di sabato 19 dicembre, per la presentazione dell'ultimo libro di Ernesto Majoni dedicato alla montagna, “Il Signore delle Montagne. In ricordo di Marino Bianchi Fouzìgora (1918-1969)”, edito dalla Tipografia Print House.

Fra gli intervenuti spiccava un ospite insigne e inaspettato: il Presidente Generale del Cai prof. Annibale Salsa, reduce dal convegno di Auronzo sulle “Dolomiti patrimonio dell'umanità”. In sala, accanto ai congiunti di Marino Bianchi, erano inoltre presenti il sindaco di Cortina Andrea Franceschi con la consigliera delegata alla cultura Irene Pompanin; il sindaco di Cibiana Guido De Zordo con l'assessore Fabrizio Zandanel; dirigenti delle Sezioni Cai di Cortina, Domegge, San Vito e Zoldo; guide alpine e molti appassionati di montagna, tutti idealmente vicini alla famiglia di Marino Bianchi, guida ampezzana di padre originario di Cibiana, caduta dalla Cima del Lago nell'autunno 1969 ma ancora viva nel ricordo di molti.

Dopo il saluto del professor Salsa, l'autore ha introdotto i due qualificati relatori della serata. Loris Santomaso, direttore responsabile del semestrale “Le Dolomiti Bellunesi” e attento cultore delle vicende dei nostri monti, ha torna sutracciato un documentato excursus della storia dell'alpinismo dolomitico e della figura della guida alpina, rimarcando l'utilità di seguire le vie del passato, per riportare alla luce gli uomini che hanno arricchito l'alpinismo e il turismo alpino. Bepi Pellegrinon, Accademico del Cai e del Gism, scrittore e editore, ha tratteggiato la storia di Bianchi rocciatore, protagonista di numerose vie nuove e ripetizioni sulle crode d'Ampezzo e del Cadore e primo ampezzano dopo Lacedelli del K2 a partecipare a una spedizione extraeuropea, quella che nel 1958 il dott. Marino Tremonti guidò sul Mawenzi in Africa.

Toccante l'intervento del prof. Roberto Pappacena, trovatosi in cordata con Bianchi nel settembre 1967 per la salita della via ferrata Merlone sulla Cima Cadin N.E., in cui due professionisti veneti vennero mortalmente feriti da una scarica di sassi. La serata, dalla quale - grazie anche al puntiglioso lavoro di Majoni - si è rinverdito il ricordo di Marino Bianchi, un autentico “signore delle montagne”, alpinista, sportivo e cittadino ricco di valori umani e sempre presente in chi lo conobbe e lo stimò, si è conclusa con un allegro momento conviviale.

(tratto da http://wwwramecrodes.blogspot.com)


Assemblea dei soci 2010

Federico MajoniAssemblea annuale soci CAI, sezione di Cortina d'Ampezzo: una serata invernale con annessa nevicata, quella del 10 marzo 2010, che sicuramente impedisce ad alcuni dei 926 soci sezionali di prendere parte alla riunione!

Lino LacedelliSubito notiamo la foto di Lino Lacedelli: con il suo inconfondibile sorriso. Avvolto nel maglione rosso degli Scoiattoli, pare ammiccare e darci il benvenuto e contemporaneamente un caloroso "sanin dapò". Nel ricordo del grande alpinista, con un minuto di silenzio, viene aperta la seduta.

Il presidente uscente Federico Majoni relaziona sulle attività svolte nell'anno appena concluso.

I tre rifugi della sezione ampezzana sono il nostro fiore all'occhiello e la loro gestione è affidata ad abili mani che sanno dare ai frequentatori quell'accoglienza e quella sensazione di fiducia difficile da trovare in ambienti diversi da quello montano.

Come sempre si parla di lavori già realizzati e di quelli che sono in programma: il rifugiomanutenzione sentieri Croda da Lago è stato dotato di riscaldamento e sono stati sostituiti parecchi scuri; per il Nuvolau si è provveduto alla sostituzione degli accumulatori di energia elettrica ed alla riparazione della teleferica; al Giussani sono stati eseguiti lavori elettrici ed idraulici, con sostituzione e riparazione di tubature. Per l'anno corrente si sta pensando all'approvvigionamento idrico del Nuvolau tramite pompa e condutture.

Le due giornate di manutenzione dei sentieri hanno visto come sempre un buon numero di persone al lavoro, ed è stato necessario anche l'intervento dell'elicottero per rendere più sicuro l'ultimo tratto di via comune sul Col Rosà. Anche l'iniziativa “Adottiamo un sentiero” continua a riscuotere un buon successo ed è un ottimo sistema per mantenere percorribili e sempre in buono stato una settantina di percorsi, che in altri modi non potrebbero essere monitorati in maniera tanto capillare.

I revisori dei conti relazionano sul bilancio, peraltro approvato all'unanimità, e sul preventivo 2010. La gradita sorpresa è ancora una volta il 5 per mille della denuncia dei redditi di un buon numero di persone: sono ora giunti gli introiti relativi al 2007 ed ammontano a oltre 5000 €.

Mentre il Presidente parla, sullo schermo dietro alle spalle dei consiglieri appaiono le foto di un intero anno di attività: traspaiono sempre serenità, allegria e condivisione come ottimo contorno per ricordare:

- Ra ciaspes: gita in zona Cinque Torri l'8 marzo 2009 con tanto sole e soprattutto grande abbondanza di neve

- Sci alpinismo: dal 17 al 19 aprile nel Gruppo del Silvretta con la cima del Piz Buin, alla scoperta di zone tanto nuove, quanto famose

- Gita delle “tartarughe”, con tutto il rispetto per chi cammina più lentamente: il 7 luglio si raggiunge il Sasso del Pozzo – Allwartstein nel gruppo del Picco di Vallando.

- “Mobilitazione generale”: in gran numero i soci accorrono il 12 luglio al richiamo della gita naturalistica sul Col d'Ombert - Valle di San Nicolò nelle Dolomiti di Fassa

- Due giorni e una notte: il 25 e 26 luglio si sale sul Pizzo Rosso di Predoi e si pernotta in allegria al rif. Giogo Lungo

- Scolari in libertà: come sempre i bambini di quarta elementare si avvicinano alla montagna e "dormono" in rifugio. Visto l'alto numero dei nati nell'anno 2000, si opta per i due turni nei due rifugi CAI in Forcella Fontana Negra ed in Croda Da Lago.

- Aspettando l'autunno: il 27 settembre si gode il panorama dal Monte Lastroni, nel gruppo del Peralba

- Buon vicinato: il 25 ottobre alcuni intrepidi sfidano il freddo e il vento e, assieme ai soil podio maschile del 12° Trofeo CAIci di San Vito di Cadore, assistono alla posa della Croce con benedizione sulla Rocchetta di Prendera

- “Tutti in forma”: nei tre mesi autunnali un buon numero di soci si mantiene in allenamento partecipando all’attività motoria in palestra

Obertilliach- “Ce bel col cocio”: il 31 gennaio la sezione si reca in Austria, ad Obertilliach, per una salita a piedi al rif. Conny seguita dalla meritata discesa con lo slittino

- “Trofeo CAI” dodicesima edizione: il 20 febbraio ben 151 concorrenti si sfidano in una gara di sci alpinismo da Rio Gere a Sonforca. Si tratta ormai di un appuntamento atteso ed importante per gli appassionati.

- “Luna piena, seren mena”: il 25 febbraio, con la luna quasi piena ma velata da una fitta coltre di nubi, alcuni appassionati di fondo scendono da Cimabanche a Fiames (visibilità ottima grazie alle lampade frontali!)

Si procede poi con la votazione dei nuovi consiglieri per il prossimo triennio, risultano eletti: Luigi Alverà, Paolo Alverà, Luigi Apollonio, Roberto Chenet, Marco Colli, Paola Dandrea, Bruno Martinolli, Andrea Menardi, Chiara Michielli,Angelo Scarton, Paola Valle, Roberto Vecellio.

Due giorni dopo Paola Valle viene nominata Presidente della sezione.

La serata si conclude con la premiazione di due soci iscritti da cinquant'anni: Giuseppe Albanello e Enzo Urbani, a questi si aggiunge il riconoscimento per altre quattordici persone che sono tesserate da venticinque anni.

Il consueto momento di socializzazione con breve rinfresco conclude la serata.

L'augurio è quello di riuscire sempre a ritagliare un po' di tempo libero per godere delle bellezze delle nostre Dolomiti, e di trovare tempo ed energia per vagare alla ricerca di luoghi nuovi ed esperienze di montagna sempre appaganti e pene di sorprese.


Flora Menardi

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