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Iniziativa "Adottiamo un sentiero"
Sempre più escursionisti, locali e non, concordano sul fatto che le centinaia di chilometri di sentieri tracciati attraverso le montagne d'Ampezzo sono tabellate, segnate e mantenute in efficienza con una tenacia ed un'attenzione ammirevoli, non sempre riscontrabili in altre zone dell'arco alpino. Questa constatazione è causa d'orgoglio per la Sezione di Cortina, che fin dalla fondazione annovera fra i propri scopi istituzionali la cura dei sentieri di montagna (le vie ferrate rimangono escluse, perché la loro manutenzione ricad e fra i compiti delle guide alpine).
Non bisogna dimenticare peraltro che, per mantenere i sentieri di montagna, occorrono tempo, denaro, impegno e disponibilità di volontari, e - considerata la delicatezza e la fragilità dell'ambiente montano - il controllo costante della vasta rete di percorsi di competenza del CAI, non è una cosa facile. Per questo, un paio d'anni orsono, la Sezione ha promosso l'iniziativa "Adottiamo un sentiero". In altre parole, ci si è posti l'obiettivo di trovare, per ciascun sentiero della conca ampezzana, uno o più volontari disponibili a percorrerlo una o due volte l'anno, preferibilmente all'inizio e al termine della stagione estiva.
I volontari controllano lo stato del terreno, delle tabelle, dei segnavia e di tutte le infrastrutture che li caratterizzano, compiono eventuali piccoli interventi di manutenzione e segnalano alla Sezione interventi di maggiore rilievo che richiedano uomini e mezzi, in modo da poterli eseguire in seguito con l'aiuto dei volontari.
L'iniziativa, partita nel maggio 2001, ha raccolto da subito il consenso di numerosi soci e familiari, ai quali a tutt'oggi la Sezione ha affidato 63 sentieri o segmenti di sentieri, numerati dal CAI e anche non numerati ma noti ad escursionisti e alpinisti, cercando di contemperare le esigenze, le capacità e la disponibilità di ogni volontario.
Far parte della lista degli "adottanti" è semplice: basta prendere contatto con i consiglieri della Sezione o scrivere a segreteria@caicortina.org.
Vorremmo ora verificare ed aggiornare la lista dei sentieri e dei volontari. Per riconfermare o proporre la propria disponibilità, vi preghiamo di compilare e rispedirci il modulo qui scaricabile.
Notizie riguardanti i sentieri
Aggiornamento: marzo 2008
IMPORTANTE:
Ci sono giunte molte segnalazioni su alcuni sentieri interrotti da schianti di piante avvenuti nell'inverno scorso. Faremo il possibile per ripristinare la corretta percorribilità.
Il CAI Sezione di Cortina gradisce sempre le segnalazioni di situazioni precarie dei sentieri e della segnaletica.
(tel. 348 8832895 - e-mail: segreteria@caicortina.org - cassetta delle lettere presso sede in Via Marconi - 32043 Cortina o anche all'Ufficio Guide Alpine - corrispondenza: CAI Cortina Casella Postale 239 - 32043 Cortina)
INDICAZIONI UTILI:
Desideriamo fornire indicazioni su sentieri del territorio riportati ad una migliore percorribilità, su raccordi rinnovati per poter meglio usufruire di importanti collegamenti, su una più completa numerazione degli stessi e su tratti cancellati.
Gli appassionati potranno correggere le carte topografiche o le guide in loro possesso in attesa degli aggiornamenti delle case editrici specializzate.
ZONA CRISTALLO
sent. n. 209: tratto Passo Tre Croci verso Valbona
(Nel 2006 segnalato e sistemato il tratto ad est del Passo Tre Croci che dall'innesto del 215 percorre un pascolo e scende, attraversato il fosso anticarro, collegandosi alla strada forestale che porta a Valbona)
sent. n. 222: tratto a sud della Forcella de Popena (ruderi ex Rif. Popena)
(facilitata la salita deviando il sentiero sulle rocce con posa di passerelle in legno)
sent. n. 224: Ruvietta - Cason dei Cazadore in Pousa Marza - innesto sent. n. 222
(numerazione piuttosto recente)
sent. n. 221: Passo Tre Croci - Col da Varda - direzione Passo del Cristallo
(il sent. si stacca dal sent. 203 a circa 250 metri dal Passo Tre Croci - eliminata la scorciatoia che saliva direttamente dal Passo Tre Croci - segnaletica fino a Col da Varda)
sent. n. 218: dal Casello di Fiames della ex Ferrovia - attraversa sotto il Campanile Dimai ed il Pomagagnon - si innesta col sent. n. 211
(conviene partire dall'albergo Fiames, seguire il sentiero per la Ferrata Strobel fino alla strada ex Ferrovia e proseguire verso Cortina fino al Casello di Fiames ove inizia il sentiero 218)
Forcella Verde: Non devono assolutamente essere considerati percorribili i sentieri che permettevano in passato di scendere a ovest della Forcella Verde verso Ospitale e ancora segnati nelle vecchie carte topografiche. Le vecchie tracce molto evidenti al centro del ghiaione portano a perdersi molto in basso in un canale franato. Anche la traccia più recente che scendendo si prendeva a destra del ghiaione, presso il primo evidente cirmolo (vedi foto a destra) che faceva da punto di riferimento, è stata abbandonata. Si raccomanda di scendere invece per Val Prà del Vecia verso Cimabanche recentemente rinnovato e più sicuro
ZONA CRODA ROSSA
sent. SN: dal sent. n. 28 a Forcella Cocodain una scorciatoia scende in direzione sud/ovest collegandosi al sent. n. 26 a monte del Lago Grande de Foses.
ZONA LAGAZUOI GRANDE
sent. 20b: cancellata la bretella che a breve distanza dell'ex Biv. Della Chiesa (versante ovest) si staccava dal sent. che porta verso forc. Lagazuoi e scendeva più direttamente verso il Lago di Lagazuoi;
(il susseguirsi di frane lo ha reso impercorribile e si è deciso di abbandonarlo vista l'esistenza di comoda alternativa innestandosi sul sent. n. 20)
ZONA FALZAREGO
sent. n. 424: dal Rif. Valparola - Forte intrà i Sasc - Passo Falzarego - Rif. da Strobel - Pian dei Menis - Bai de Dones - Cianzopè - Peziè de Parù - Ciou del Conte
(è stato ripristinato e numerato questo tragitto che permette di scendere a Cortina percorrendo unicamente sentieri partendo dal rif. Valparola. Osservare che giunti a Cianzopè si percorre brevemente la strada asfaltata che porta al rif. Cinque Torri per poi scendere verso Peziè de Parù. Potrà far parte del Sentiero del Sinodo)
ZONA FALZAREGO - CASTEL DE ANDRAZ
sent. SN: dal sent. n. 424 a circa 150 metri a nord ovest del Passo Falzarego scende ai Piani di Falzarego e raggiunge il Castello di Andraz per un percorso riscoperto e ripristinato lo scorso anno e quest'anno segnalato anche con tabelle e segnavia.
(Potrà far parte del Sentiero del Sinodo).
ZONA CINQUE TORRI
sent. n. 425: dal sent. n. 424 a circa 300 metri a est del Lago de Bai de Dones sale per il Valon Scuro - strada asfaltata per Cinque Torri - trincee - Rif. Scoiattoli
(è segnalato - manca l'applicazione dei numeri prevista entro il 2007)
sent. SN: dal Rif. Cinque Torri una comoda scorciatoia ben segnalata sale sotto la Torre Grande e porta al Rif. Scoiattoli. Alla base della spaccatura a sud/ovest della Torre Grande, presso rudere di guerra, si stacca a sin. il nuovo tratto iniziale del sent. n. 443 che porta al Passo Giau che inizialmente sfrutta una vecchia strada militare e attraverso i prati, sul sentiero precedente, raggiunge la loc. i Ronde.
(può essere un'occasione per una breve passeggiata ad anello dal Rif. 5 Torri - Rif. Scoiattoli - loc. i Ronde - Rif. 5 Torri)

ZONA FALZAREGO - COL DEI BOS
sent. n. 423: dal Passo Falzarego passa per gli Ospedalete (sotto la Torre Falzarego) e si innesta al sent. n. 402 che sale dal Cason de Rozes
(è una numerazione recente non riportata da molte carte topografiche)
sent. n. 402: un breve raccordo di circa 250 metri è stato segnato fra il Piazzale de Rozes ed il sottostante Ponte di Rozes ove passa il sent. n. 424. Sono state applicate le relative tabelle.
Lavoro effettuato nel 2006.
(tratto utile per scendere a Cianzopè e Cortina, oppure per risalire verso Bai de Dones o alle Cinque Torri o raggiunge la partenza della Seggiova)
ZONA GIAU NUVOLAU
sent. n. 438: nominato "ferrata del Nuvolau". Sale staccandosi dal sent. n. 443 che parte dal Passo Giau e porta alle Cinque Torri. La partenza del sent. n. 438 è stata spostata di circa 300 metri, in direzione Cinque Torri, in località Forame (presso l'enorme caratteristico sasso quadrato) ed è debitamente segnalato con tabelle e segnavia.
Lavoro effettuato nel 2006.
(La necessità di avere carte e informazioni recenti è dimostrata dal fatto che vi sono escursionisti che si avventurano ancora sul canalone della Gusela del Nuvolau, ove esisteva un sentiero cancellato oltre 25 anni fa, sostituito da quello in oggetto)
Luciano Bernardi, 24.03.2008
Consiglio agli escursionisti:
"a Cortina scegli l'autobus" consultando gli ORARI a cura della Servizi Ampezzo. Usando l'autobus le escursioni diventano più varie e comode e danno la possibilità di rientrare per itinerari diversi da quelli dell'andata.
Manutenzione sentieri
Cari amici, anche quest'autunno la sezione Cai di Cortina d'Ampezzo ha portato a termine con successo la giornata dedicata alla manutenzione sentieri. Una giornata impegnativa e suddivisa in due parti. La mattina seguendo il sentiero nr 407 partendo da Piè Tofana abbiamo cercato di ricostruire il tracciato completamente cancellato dalle frane, sul ghiaione sotto la forcella Ra Valles.
Un lavoro non facile soprattutto per la natura del terreno che peraltro non garantisce una duratura stabilizzazione delle rocce. Una piccola squadra di appassionati, guidati dal nostro responsabile sentieri, ha operato in quota cercando anche di mantenere il gradiente di risalita del sentiero entro limiti confortevoli per l'escursionista. I passaggi più rovinati dalle frane sono stati attentamente ripuliti facilitando la visibilità del tracciato con inviti e ometti. Dopo una sosta per la tradizionale e rilassante merenda di mezzogiorno, il medesimo gruppo ha affrontato la seconda fase della giornata. Si trattava di ripristinare e/o migliorare la segnaletica lungo la parte centrale del sentiero nr. 406 che da Col Taron porta a Vervei.
L'area interessata dall'intervento è geologicamente molto instabile e quindi anche in questo caso il tracciato del sentiero è impreciso in quanto "in movimento" con spaccature del terreno come vere e proprie faglie. Tali spostamenti hanno reso necessario un aggiornamento della segnaletica, oltre ad interventi di manutenzione vera e propria atti a rendere meno problematico e più sicuro il tragitto lungo questo sentiero che comunque nella parte alta non presenta problemi ed è anzi ben segnato e facilmente percorribile. Questa volta non ci siamo trovati in molti, ma l'entusiasmo -aiutato anche dalla splendida giornata con temperature estive- è stato l'ingrediente principale per la riuscita dell'iniziativa.
E per cena tutti alla Pizzeria Meneguto per una serata di allegria dopo il lungo giorno di lavoro.
Buda Agostino - socio Cai Cortina
salita al Fuji Yama

Il Gruppo Guide Alpine Cortina, in collaborazione con la nostra Sezione del C.A.I., organizza un viaggio in Giappone.
Un tour entusiasmante che ci porta in un Paese affascinante e lontano da noi non solo geograficamente ma anche culturalmente. Oltre all'aspetto alpinistico, pur non avendo la pretesa di farci conoscere tutto il Giappone ed i giapponesi, questo viaggio si propone di avvicinarci alla loro cultura e ad alcune delle loro tradizioni, visitando alcune delle città più note ed interessanti, dalle grandi metropoli ad alcune città ricche di storia quali Kyoto e Nara.
Sarà però la salita del Fujiyama e del Monte Yari che ci avvicinerà in modo particolare al carattere del popolo giapponese. L'ascesa non presenta difficoltà di rilievo, ma è comunque necessario un buon allenamento fisico e una buona dimestichezza col terreno montano.
Per maggiori informazioni contattare Enrico Majoni (347 2301915) o cliccare qui.

Gita nel Gruppo del Silvretta del 17-18-19 aprile 2009
Come raccontare tre giorni di sole, neve e risate?
Il SOLE andava e veniva proprio per rendersi più prezioso e meraviglioso.
Con il suo calore ci ha regalato delle splendide ore seduti, con le gambe stanche ma rilassate, sulle terrazze del Jamtal Hütte e del Wiesbadener Hütte, birra in mano e occhiali scuri.
Con la sua luce ci ha accompagnato durante le salite e le discese delle belle valli glaciali di questa magnifica regione del Silvretta, senza lasciar prevalere i nuvoloni burracosi, che veloci attraversavano il cielo.
Ma soprattutto, con i suoi raggi ha aperto il cielo a dei panorami superlativi ed infiniti goduti dalle cime del Dreiländerspitze, del Silvrettahorn e del Piz Buin.
La NEVE, caduta il giorno prima, ha steso un velo di soffice polvere su ogni pendio e su ogni pendio abbiamo cercato di lasciare la nostra traccia più perfetta. Serpentine dalle interminabili sequenze di curve, disegnate prima nei sogni e poi nella realtà, ognuno con il proprio stile, ognuno con la massima libertà.
Ma anche neve in altre sue versioni, "todo", "firn", crosta, neve umida e pesante... sulla quale gli sci hanno corso sempre, o quasi, con divertimento e passione.
Le RISATE sono inevitabili quando si è in buona compagnia.
I sorrisi riempiono i nostri cuori quando ci troviamo di fronte agli spettacoli che solo la natura riesce a donare.
Cime slanciate, forcelle, creste, spazi immensi e immacolati, valli profonde e lunghissime, ghiacciai segnati dalle sfumature azzurre e brillanti dei loro seracchi, inquietanti così come affascinanti.
Quanto piccoli ci sentiamo di fronte a tutto ciò, quanto grandi siamo quando riusciamo ad apprezzare con profondità tutto questo.
L'emozione scorre in noi e pervade ogni parte del nostro corpo; non ha importanza che sia una cima o una serpentina perfetta a regalarcela, l'importante è averla vissuta con intensità e gioia.
Ecco che allora le risate con gli amici sono le più belle e le più genuine.
Un enorme GRAZIE a Marco del CAI di Cortina e a tutti gli amici che hanno sorriso insieme tra le vette e i pendii del Silvretta.
Paola Dandrea
foto della gita

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il Signore delle Montagne
Un'ottantina di persone ha affollato la sala del Tennis Apollonio nel pomeriggio di sabato 19 dicembre, per la presentazione dell'ultimo libro di Ernesto Majoni dedicato alla montagna, “Il Signore delle Montagne. In ricordo di Marino Bianchi Fouzìgora (1918-1969)”, edito dalla Tipografia Print House.
Fra gli intervenuti spiccava un ospite insigne e inaspettato: il Presidente Generale del Cai prof. Annibale Salsa, reduce dal convegno di Auronzo sulle “Dolomiti patrimonio dell'umanità”. In sala, accanto ai congiunti di Marino Bianchi, erano inoltre presenti il sindaco di Cortina Andrea Franceschi con la consigliera delegata alla cultura Irene Pompanin; il sindaco di Cibiana Guido De Zordo con l'assessore Fabrizio Zandanel; dirigenti delle Sezioni Cai di Cortina, Domegge, San Vito e Zoldo; guide alpine e molti appassionati di montagna, tutti idealmente vicini alla famiglia di Marino Bianchi, guida ampezzana di padre originario di Cibiana, caduta dalla Cima del Lago nell'autunno 1969 ma ancora viva nel ricordo di molti.
Dopo il saluto del professor Salsa, l'autore ha introdotto i due qualificati relatori della serata. Loris Santomaso, direttore responsabile del semestrale “Le Dolomiti Bellunesi” e attento cultore delle vicende dei nostri monti, ha tracciato un documentato excursus della storia dell'alpinismo dolomitico e della figura della guida alpina, rimarcando l'utilità di seguire le vie del passato, per riportare alla luce gli uomini che hanno arricchito l'alpinismo e il turismo alpino. Bepi Pellegrinon, Accademico del Cai e del Gism, scrittore e editore, ha tratteggiato la storia di Bianchi rocciatore, protagonista di numerose vie nuove e ripetizioni sulle crode d'Ampezzo e del Cadore e primo ampezzano dopo Lacedelli del K2 a partecipare a una spedizione extraeuropea, quella che nel 1958 il dott. Marino Tremonti guidò sul Mawenzi in Africa.
Toccante l'intervento del prof. Roberto Pappacena, trovatosi in cordata con Bianchi nel settembre 1967 per la salita della via ferrata Merlone sulla Cima Cadin N.E., in cui due professionisti veneti vennero mortalmente feriti da una scarica di sassi. La serata, dalla quale - grazie anche al puntiglioso lavoro di Majoni - si è rinverdito il ricordo di Marino Bianchi, un autentico “signore delle montagne”, alpinista, sportivo e cittadino ricco di valori umani e sempre presente in chi lo conobbe e lo stimò, si è conclusa con un allegro momento conviviale.
(tratto da http://wwwramecrodes.blogspot.com)
Assemblea dei soci 2009
L'11 marzo 2009, davanti a 45 soci (circa il 6% del corpo sociale!), dopo un attimo di raccoglimento in memoria degli scomparsi Giovanni Battista Dariz, Agostino Michielli e Teodora Sacco Zaut, il Presidente Federico Majoni ha aperto l'Assemblea Generale annuale dei soci con la relazione morale, focalizzata su tre punti. Preso atto con piacere che, grazie al riconoscimento giunto dal Cai Centrale, la Sezione di Cortina può finalmente vantare una storia “austro-italiana” lunga 127 anni, che parte da quel 26 febbraio 1882 in cui 49 valligiani fondarono la “Sezione Ampezzo del Club Alpino Tedesco-Austriaco” per far conoscere e tutelare l'ambiente ampezzano, il Presidente ha rilevato che anche la nostra Sezione si sente coinvolta nell'evolversi della candidatura delle Dolomiti a patrimonio dell'umanità tramite l'UNESCO.
In attesa del voto finale sulla candidatura, che la Sezione si augura non sia soltanto politico, il Cai Cortina ritiene che candidare le Dolomiti a patrimonio dell'umanità sia importante, però candidate - e quindi degne di tutela - non debbano essere solo le montagne, ma anche le persone che tra esse vivono, lavorano e da secoli ne difendono l'ambiente e la bellezza. Siano pure candidate le Dolomiti a diventare tesoro dell'umanità, con le prescrizioni e i vincoli che alcuni temono e altri invece negano decisamente. Ma soprattutto, possano avere la giusta parte di responsabilità e soddisfazione nel tutelarle anche le popolazioni che ci abitano e operano, le coltivano, ci crescono i figli e si impegnano perché non siano solo una grande riserva cui attingere, ma rimangano il più possibile integre, godibili, salubri e i loro valori possano essere trasmessi alle generazioni future.
In seconda battuta, il Presidente ha citato il piano governativo straordinario per l'incremento edilizio in Italia. Non spetta al Cai giudicare i contenuti e la legittimità dell'iniziativa, ma in zone fragili come le Dolomiti, già abbondantemente modificate dall'espansione edilizia e strutturale, limitare i vincoli per l'edificabilità e l'aumento di cubatura degli edifici, anche in deroga ai piani regolatori, potrebbe avere effetti disastrosi. Altri enti ed organismi avranno l'onere di favorire o resistere a queste iniziative; anche il Cai dovrà preoccuparsi con fermezza che l'ambiente, i boschi, i prati strenuamente difesi dai montanari per secoli, non corrano il rischio di essere cementificati senza più regole, vanificando gli sforzi di chi crede che la natura sia il nostro bene maggiore, da godere, mantenere e porre a disposizione del turismo.
Terzo punto: la proposta delle Sezioni Bellunesi di un correttivo all'atteggiamento del CAI centrale, che oggi incamera più del 60% delle entrate provenienti dei tesseramenti e destinate alla vita delle Sezioni, per mantenere la propria struttura centrale. Una struttura di coordinamento nazionale è sicuramente necessaria; ma prelevare dalle Sezioni, spesso “indigenti”, una media di 16 € ogni 26 raccolti dai soci, significherà impoverire sempre più le risorse da destinare a rifugi, sentieri, attività culturali e didattiche, scoraggiare il volontariato, bloccare sul nascere idee e progetti. La Sezione seguirà da vicino anche l'evolversi di questa legittima iniziativa.
Da ultimo, la Sezione ampezzana auspica di poter sempre conservare la propria voce sul territorio, e stimolare la presenza di soci, collaboratori e istituzioni non solo in attività ludiche ma anche e soprattutto nell'impegno a favore della nostra valle. Pur con i dovuti mutamenti imposti dal progresso, Cortina dovrebbe rimanere vivibile per i suoi abitanti ed appetibile per i turisti, e nella conca non dovrebbero replicarsi i vizi, anche ambientali, delle metropoli. Una Sezione del Cai dovrebbe servire anche a questo.
L'Assemblea ha poi unanimemente approvato il rendiconto d'esercizio 2008, che presenta risultati lusinghieri, e il bilancio di previsione delle attività sezionali per il 2009. In chiusura del suo intervento, il Tesoriere ha ringraziato soci e amici che hanno devoluto il 5 per mille della denuncia dei redditi 2006 a favore del Cai, ed ha comunicato che la somma incassata sarà utilizzata dalla Sezione per l'alpinismo giovanile e per la manutenzione dei sentieri.

Sono state quindi presentate le tre consuete relazioni sull'attività sociale (sentieri, rifugi, escursioni e attività culturali). Nel 2008, gli interventi più cospicui sui sentieri hanno visto la sistemazione di un tratto del 406 tra Col Taron e Vervei, interessato da continui smottamenti, la sistemazione di un tratto del 407 sotto Forcella Ra Vales, invaso dalle ghiaie scese dal Torrione Zesta e il ripristino degli attraversamenti di alcune colate detritiche sotto il Pomagagnon. Altri interventi minori sono stati eseguiti in seguito a segnalazioni di schianti, frane dovute a temporali e rotture di tabelle segnaletiche. Per il ponte di Larieto sul torrente Bigontina, divelto e ricostruito quasi ogni stagione, si è dato il merito al socio Elio Valleferro, mentre la famiglia Giovanni Cagnati ha ricevuto un plauso per la disponibilità e tempestività con cui sempre interviene nel ripristino dell'agibilità dei sentieri. Un particolare ringraziamento è stato rivolto agli enti del territorio: Regole, Parco, Soccorso Alpino e GIS.
Per quanto riguarda i rifugi sezionali, nel 2008 sono mancati i contributi regionali, e non è stato possibile realizzare lavori di rilievo. Non è ancora definita la pratica di condono necessaria per acquisire la documentazione relativa alla classificazione del Rifugio Nuvolau. Al Rifugio Giussani continuano i problemi di approvvigionamento dell'acqua, ora reperita sotto la Punta Marietta, dopo l'interramento della sorgente. Presso il Rifugio Croda da Lago infine, sono stati ultimati i rilievi delle baracche di proprietà regoliera , per l'eventuale recupero e utilizzo come locali accessori a servizio del rifugio. Per il 2009 sono stati appaltati alcuni lavori di manutenzione ordinaria nei rifugi, tesi alla loro conservazione e miglioria.
Nel periodo autunno 2008-primavera 2009 sono state compiute varie uscite con i soci, a piedi, con le ciaspes e con gli sci, coronate da lusinghiere presenze. Ricordiamo il consueto “Incontro d'Inverno”, tenutosi quest'anno al Rifugio Dibona sotto le Tofane il 15 febbraio, con quasi cinquanta soci. Il 21 febbraio si è rinnovato sulle piste del Cristallo l'appu ntamento col “Trofeo Cai Cortina” di sci alpinismo, giunto all'edizione numero 11 ed al quale hanno preso parte 137 concorrenti. Da ultimo, il Presidente ha premiato il socio cinquantennale Livio Fabjan e ventidue soci venticinquennali, che hanno ricevuto un riconoscimento per la loro lunga fedeltà alla Sezione. Il Presidente ha quindi concluso i lavori assembleari, augurandosi di ritrovare i presenti nelle iniziative escursionistiche e culturali che seguiranno durante l'anno; la Sezione auspica che esse siano sempre gradite e frequentate.
Il Segretario Ernesto Majoni


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