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Sorge a 2561 m. a Forcella Fontananégra, tra la Tofana di Rozes e la Tofana di Mezzo, in una zona costellata di massi con evidenti tracce di postazioni belliche. L'accesso più comodo parte dal Rifugio Angelo Dibona (priv., 2083 m.) in località Valon de Tofana (10 km da Cortina, strada carrozzabile asfaltata fino a poco prima del Rif.) e risale l'ampio conoide ghiaioso del Valon per carrareccia, poi mulattiera in un'ora e mezza. Altra, bella ma lunga, possibilità d'accesso da Fiames (Ponte Felizon, ingresso del Parco Naturale Dolomiti d'Ampezzo) per Val Travenanzes e il Majarié, su sentiero di medio impegno (cinque ore). Locale invernale nell'ex Rif. Tofana, a poca distanza. |
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Dati principali: |
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Sorge a 2575 m. sulla vetta rocciosa del Monte omonimo, in un punto molto panoramico e rinomato fin dagli albori dell'alpinismo dolomitico. L'accesso più comodo parte dal Rifugio Cinque Tor |
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Dati principali: |
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Sorge a 2042 m. sulle rive del Lago de Federa, tra la Croda da Lago e il Becco di Mezzodì, in una zona di boschi e pascoli molto spettacolare. L'accesso più comodo parte dal Ponte di Rocurto, sulla SS 638 del Passo Giau (12 km da Cortina, strada carrozzabile) e passa per l'Alpe di Formin, giungendo al Rifugio in circa un'ora e mezza. Altra, bella ma più lunga, possibilità d'accesso dal Passo Giau per Forcella Giau e l'Alpe di Mondeval (tre ore). Il Rifugio è generalmente aperto nei fine settimana anche nella stagione invernale, ed è raggiungibile a piedi da Campo di Sotto in due ore e mezza. Comodo locale invernale, pista naturale di slittino lunga 7,5 km. |
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Bivacco fisso modello Apollonio a nove cuccette, sorge in posizione panoramica a 2253 m. sulla soglia della solitaria Val Montejèla, nel Gruppo della Croda Rossa d'Ampezzo, in una zona priva d'acqua. L'accesso più breve e comodo avviene dal Rifugio Malga Ra Stua (10 km da Cortina d'Ampezzo, strada carrozzabile soggetta a limitazioni nel periodo estivo) attraverso il Pian de Socroda e la "Madonna della Solitudine", in circa due ore. Collocato nel 1964 dalla Fondazione Antonio Berti, con l'aiuto logistico e finanziario dell'ing. Marino Dall'Oglio, Accademico del CAI ed ottimo conoscitore della Croda Rossa d'Ampezzo, che dedicò la struttura alla defunta consorte Pia Helbig e la donò alla Sezione CAI di Cortina. Nell'occasione L'intenzione dei collocatori era di farne una base d'appoggio, sia estivo sia invernale, per la salita della Croda Rossa da ovest (Via Grohmann), il cui attacco dista circa due ore dal bivacco. Poiché però l'impegnativa salita alla Croda Rossa non ha mai avuto grande popolarità, e a causa della relativa vicinanza al fondovalle, dopo qualche anno il bivacco divenne una "seconda casa" per pseudo alpinisti, che lo utilizzavano per soggiorni prolungati, con gli immaginabili effetti sull'ambiente e sulla struttura. Nei primi anni '80, la Sezione CAI di Cortina ventilò l'idea di trasferirlo in altro luogo. Date le difficoltà incontrate nel tentativo di rimuovere la struttura senza danneggiarla, si decise poi di svuotare completamente il bivacco dagli arredi e suppellettili contenute, e lasciarlo sempre aperto, come ricovero d'emergenza: tale è la sua condizione odierna. Dal 1990 è incluso nel Parco Naturale delle Dolomiti d'Ampezzo, perciò è sempre in forse il suo mantenimento.
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Bivacco fisso modello Apollonio a nove cuccette, sorge in posizione panoramica a Forcella Grande (m. 2652), tra la Cima Fanis Sud e la Cima Lagazuoi Nord (Gruppo di Fanis), in una zona poverissima d'acqua. L'accesso più breve e comodo avviene dal Rifugio Lagazuoi (raggiungibile in funivia dal Passo Falzarego) per Forcella Travenanzes, in circa un'ora. Collocato nel 1957 dalla Sezione del CAI di Roma-Sottosezione SUCAI, fu dedicato al "Sucaino" romano Gianni Della Chiesa, tenente degli Alpini, ucciso da un fulmine sulla Cima Grande di Lavaredo durante un'esercitazione nel 1952. Avrebbe dovuto servire soprattutto come base d'appoggio per i salitori della Via Ferrata "Cesco Tomaselli" a Cima Fanis Sud, realizzata nel 1969 e il cui attacco è posto a pochi minuti di distanza. Dopo qualche anno però, l'eccessivo impatto antropico e la prossimità al Passo Falzarego e alla Funivia Lagazuoi (aperta nel 1964), nonché il fatto che anche questo bivacco divenne presto una "seconda casa" per pseudo alpinisti, che lo utilizzavano per soggiorni prolungati con gli immaginabili effetti sull'ambiente e sulla struttura, ne misero in dubbio le motivazioni per la conservazione. Nei primi anni ’90, la Sezione del CAI Cortina, decise perciò di svuotarlo completamente dagli arredi e dalle suppellettili contenute e lasciarlo sempre aperto, come ricovero d'emergenza: tale è la sua condizione odierna. Dal 1990 è incluso nel Parco Naturale delle Dolomiti d'Ampezzo, perciò è sempre in forse il suo mantenimento.
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