a cura di Ernesto Majoni




Sorge a 2561 m. a Forcella Fontananégra, tra la Tofana di Rozes e la Tofana di Mezzo, in una zona costellata di massi con evidenti tracce di postazioni belliche. L'accesso più comodo parte dal Rifugio Angelo Dibona (priv., 2083 m.) in località Valon de Tofana (10 km da Cortina, strada carrozzabile asfaltata fino a poco prima del Rif.) e risale l'ampio conoide ghiaioso del Valon per carrareccia, poi mulattiera in un'ora e mezza. Altra, bella ma lunga, possibilità d'accesso da Fiames (Ponte Felizon, ingresso del Parco Naturale Dolomiti d'Ampezzo) per Val Travenanzes e il Majarié, su sentiero di medio impegno (cinque ore). Locale invernale nell'ex Rif. Tofana, a poca distanza.

Il primo rifugio della zona, secondo nella conca d'Ampezzo, fu inaugurato il 16.8.1886 con il nome di Rifugio Tofana, e distrutto durante la Prima Guerra Mondiale. Nel 1920, riadattando una grande caserma degli Alpini, la Sezione di Cortina del CAI inaugurò il Rifugio dedicato al Gen. Antonio Cantore, caduto nelle vicinanze il 20.7.1915. Il 17.9.1972 fu inaugurato il terzo Rifugio, finanziato dalla Banca Commerciale Italiana di Milano e dedicato all'alpinista Camillo Giussani. Attualmente il Rif. Cantore è abbandonato, mentre il Tofana, riadattato nel 1994, funge da bivacco invernale.

Le principali ascensioni effettuabili dal Rifugio sono: la Tofana de Rozes (via normale, ore 2), la Tofana di Mezzo (via normale, ore 2.30), la Tofana Terza (via normale, ore 3). Si possono compiere traversate verso il Rifugio Lagazuoi per Forcella Col dei Bos, oppure a Ra Vales per la Cengia Paolina (percorso alpinistico impegnativo). La Tofana de Rozes è una nota meta scialpinistica.

Rifugio Giussani - foto di R. Vecellio

Dati principali:
Gestore: Vittorio Dapoz e famiglia
Telefono del Rifugio: 0436 5740
Periodo d'apertura: 15/6 - 20/9


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Sorge a 2575 m. sulla vetta rocciosa del Monte omonimo, in un punto molto panoramico e rinomato fin dagli albori dell'alpinismo dolomitico. L'accesso più comodo parte dal Rifugio Cinque TorAverau al tramonto dal Rif. Nuvolauri (priv., 2137 m.), sotto la Torre Grande d'Averau (12 km. da Cortina, strada carrozzabile asfaltata fino al Rif.), oppure dal Rifugio Scoiattoli (priv. 2230 m.), a mezz'ora da questo, e sale per sentiero fino a Forcella Nuvolao (2413 m., rifugio priv.) e poi in vetta, in circa un'ora e mezza. Due belle ma più impegnative possibilità d’accesso avvengono dal Passo Giau (16 km. da Cortina), per sentiero normale oppure per il sentiero attrezzato della Gusèla, in due ore.

Primo rifugio della conca d'Ampezzo: costruito grazie al munifico lascito del barone Richard von Meerheimb di Dresda, guarito nella valle da una grave malattia, fu inaugurato l'11.8.1883 con il nome di Sachsendankhütte, Distrutto durante la Prima Guerra Mondiale, fu riaperto dalla Sezione di Cortina nel 1930.

Le principali ascensioni effettuabili dal Rifugio sono: la Gusèla (via normale, ore 0.30), l'Averau (via normale, parzialmente attrezzata, ore 1.30). Una comoda traversata si può effettuare verso il Passo Falzarego per Forcella Averau (due ore). Di recente è stato inaugurato un singolare Museo all'aperto nelle trincee italiane delle Cinque Torri d'Averau, a poca distanza dal Rifugio. D'inverno, il Nuvolao è una comoda e panoramica meta scialpinistica.

Rifugio Nuvolau

Dati principali:
Gestore: Mansueto Siorpaes e famiglia
Telefono del Rifugio: 0436 867 938 - fax: 0436 5178
E-mail
Internet
Periodo d'apertura: 15/6 - 20/9


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Sorge a 2042 m. sulle rive del Lago de Federa, tra la Croda da Lago e il Becco di Mezzodì, in una zona di boschi e pascoli molto spettacolare. L'accesso più comodo parte dal Ponte di Rocurto, sulla SS 638 del Passo Giau (12 km da Cortina, strada carrozzabile) e passa per l'Alpe di Formin, giungendo al Rifugio in circa un'ora e mezza. Altra, bella ma più lunga, possibilità d'accesso dal Passo Giau per Forcella Giau e l'Alpe di Mondeval (tre ore). Il Rifugio è generalmente aperto nei fine settimana anche nella stagione invernale, ed è raggiungibile a piedi da Campo di Sotto in due ore e mezza. Comodo locale invernale, pista naturale di slittino lunga 7,5 km.

Il rifugio fu costruito dalla guida alpina Giovanni Barbaria, ed inaugurato nel 1901. Nel 1905 il proprietario lo vendette alla Sezione di Reichenberg del Club Alpino Austro-Tedesco, che lo gestì fino al primo dopoguerra. Dal 1920 è tornato alla Sezione del CAI Cortina. Nel 2001 vi è stato festeggiato il centenario dell'apertura con una grande festa alpinistica. Le principali ascensioni effettuabili dal Rifugio sono: la Croda da Lago (via normale, terzo grado, ore 3), il Becco di Mezzodì (via normale, secondo grado, ore 2), la Rocchetta di Prendera (via normale, facile, ore 2). Dal Rifugio si traversa a Socol-San Vito di Cadore per Val d'Ortié (tre ore), oppure a Selva di Cadore per l'Alpe di Mondeval (tre ore e mezza).


Dati principali:
Gestore: guida alpina Modesto Alverà e famiglia
Telefono del Rifugio 0436 862 085
E-mail
Internet
Periodo di apertura: 15/6 - 20/9

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Rifugio Palmieri - foto di R. Vecellio






Bivacco fisso modello Apollonio a nove cuccette, sorge in posizione panoramica a 2253 m. sulla soglia della solitaria Val Montejèla, nel Gruppo della Croda Rossa d'Ampezzo, in una zona priva d'acqua. L'accesso più breve e comodo avviene dal Rifugio Malga Ra Stua (10 km da Cortina d'Ampezzo, strada carrozzabile soggetta a limitazioni nel periodo estivo) attraverso il Pian de Socroda e la "Madonna della Solitudine", in circa due ore.

Collocato nel 1964 dalla Fondazione Antonio Berti, con l'aiuto logistico e finanziario dell'ing. Marino Dall'Oglio, Accademico del CAI ed ottimo conoscitore della Croda Rossa d'Ampezzo, che dedicò la struttura alla defunta consorte Pia Helbig e la donò alla Sezione CAI di Cortina. Nell'occasionebivacco Dall'Oglio fu aperto anche il sentiero "n. 0", che collega il bivacco al Rifugio Biella, oggi ufficialmente chiuso poiché attraversa una zona molto pregiata dal punto di vista ambientale.

L'intenzione dei collocatori era di farne una base d'appoggio, sia estivo sia invernale, per la salita della Croda Rossa da ovest (Via Grohmann), il cui attacco dista circa due ore dal bivacco. Poiché però l'impegnativa salita alla Croda Rossa non ha mai avuto grande popolarità, e a causa della relativa vicinanza al fondovalle, dopo qualche anno il bivacco divenne una "seconda casa" per pseudo alpinisti, che lo utilizzavano per soggiorni prolungati, con gli immaginabili effetti sull'ambiente e sulla struttura.

Nei primi anni '80, la Sezione CAI di Cortina ventilò l'idea di trasferirlo in altro luogo. Date le difficoltà incontrate nel tentativo di rimuovere la struttura senza danneggiarla, si decise poi di svuotare completamente il bivacco dagli arredi e suppellettili contenute, e lasciarlo sempre aperto, come ricovero d'emergenza: tale è la sua condizione odierna. Dal 1990 è incluso nel Parco Naturale delle Dolomiti d'Ampezzo, perciò è sempre in forse il suo mantenimento.


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Bivacco fisso modello Apollonio a nove cuccette, sorge in posizione panoramica a Forcella Grande (m. 2652), tra la Cima Fanis Sud e la Cima Lagazuoi Nord (Gruppo di Fanis), in una zona poverissima d'acqua. L'accesso più breve e comodo avviene dal Rifugio Lagazuoi (raggiungibile in funivia dal Passo Falzarego) per Forcella Travenanzes, in circa un'ora.

Collocato nel 1957 dalla Sezione del CAI di Roma-Sottosezione SUCAI, fu dedicato al "Sucaino" romano Gianni Della Chiesa, tenente degli Alpini, ucciso da un fulmine sulla Cima Grande di Lavaredo durante un'esercitazione nel 1952.

Avrebbe dovuto servire soprattutto come base d'appoggio per i salitori della Via Ferrata "Cesco Tomaselli" a Cima Fanis Sud, realizzata nel 1969 e il cui attacco è posto a pochi minuti di distanza.

Dopo qualche anno però, l'eccessivo impatto antropico e la prossimità al Passo Falzarego e alla Funivia Lagazuoi (aperta nel 1964), nonché il fatto che anche questo bivacco divenne presto una "seconda casa" per pseudo alpinisti, che lo utilizzavano per soggiorni prolungati con gli immaginabili effetti sull'ambiente e sulla struttura, ne misero in dubbio le motivazioni per la conservazione.

Nei primi anni ’90, la Sezione del CAI Cortina, decise perciò di svuotarlo completamente dagli arredi e dalle suppellettili contenute e lasciarlo sempre aperto, come ricovero d'emergenza: tale è la sua condizione odierna. Dal 1990 è incluso nel Parco Naturale delle Dolomiti d'Ampezzo, perciò è sempre in forse il suo mantenimento.


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